A cura del Coordinamento Unitario dei Proprietari Immobiliari
L’emendamento presentato a Palazzo Madama sulla proroga (incostituzionale) dell’esecuzione degli sfratti al 31/03/2021 evidenzia un atteggiamento punitivo nei confronti della categoria dei proprietari di casa, che a causa della pandemia da Covid19 risente fortemente gli effetti negativi della crisi. Ancora una volta si tenta di colpire un bene essenziale come la casa, difendendo inspiegabilmente le occupazioni abusive per provvedimenti di sfratto per morosità ante pandemia e auspicando nuove patrimoniali”.
“La preoccupazione del Coordinamento è quella delle ripercussioni negative su migliaia di famiglie della crescita esponenziale delle morosità per affitto dovute anche, in verità, a chi ha perso il lavoro, mentre le continue proroghe dell’esecuzione degli sfratti alimentano tensioni e provocano decurtazioni del reddito di quanti con sacrifici e mutui sono riusciti a dotarsi di un’abitazione per i figli, per arrotondare le pensioni sempre più erose dal fisco e dalla crescita dei prezzi o per investire i propri risparmi nel mattone”.
Bocciato l’emendamento, il problema delle morosità per gli affitti e la questione di riavere la casa dopo la sentenza dei giudici restano gravi in una fase di profonda crisi dell’edilizia e dell’intera economia nazionale. Il Parlamento dovrà pertanto trovare strade adeguate (sostegno agli affitti, incentivi fiscali) e non scaricare il peso del blocco e degli sfratti solo sui proprietari. Manca in Italia, ancora una volta, una vera ed efficace politica di edilizia anche sociale”.
Dal Quotidiano del condominio del 26 Novembre