Nel corso dell’ultima audizione presso la Commissione parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria l’U.P.P.I. ha formulato alcune proposte, rivolte al legislatore, in merito ad una semplificazione della normativa fiscale, ad una riduzione della tassazione degli immobili e ad ulteriori necessarie misure volte a favorire il decollo del settore immobiliare:

Cedolare secca sugli affitti concordati. È indispensabile che l’aliquota del 10%, prevista fino al 31 dicembre 2019, sia messa a regime anche per gli anni successivi. Un intervento legislativo è inoltre necessario per consentire l’applicazione della cedolare secca anche ai contratti di locazione abitativi conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, se il fabbricato è utilizzato per finalità abitative.

Cedolare secca per gli immobili commerciali. È auspicabile che la cedolare secca per i contratti di immobili accatastati nella categoria catastale C/1 venga messa a regime se si vuole effettivamente cogliere a pieno il beneficio che è in grado di generare. Nel medesimo tempo, per far emergere il sommerso e rendere possibile una calmierazione dei canoni di locazione, occorre estendere l’opzione della cedolare secca anche a tutti gli immobili commerciali, artigianali, industriali ed alberghieri.

Detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie e sul risparmio energetico. Per rendere ancora più interessanti le agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie e sul risparmio energetico, Uppi ritiene che la possibilità di ripartire in 10 anni la detrazione debba essere ridotta a 5 anni al pari di quanto avviene già per il sisma bonus sulle parti comuni degli edifici condominiali.

Deducibilità IMU estesa a tutti i contribuenti. Il decreto crescita ha previsto l’aumento della deducibilità dal reddito d’impresa/lavoro autonomo dell’IMU relativa agli immobili strumentali. È importante che anche per le persone fisiche che non esercitano attività commerciale o professionale venga introdotta la deducibilità dall’Irpef dell’IMU pagata dal piccolo proprietario.

Accorpamento dell’IMU e della TASI in un’unica imposta. La TASI era stata introdotta per colpire non solo la proprietà ma anche l’utilizzo degli immobili. Tenendo conto dell’esenzione totale dell’abitazione principale anche ai fini TASI, a decorrere dal 2016, tale imposta rappresenta una duplicazione dell’IMU e pertanto andrebbe abolita piuttosto che pensare ad un accorpamento IMU e TASI in una nuova imposta comunale.

Infine l’Uppi rimane contraria all’introduzione di una nuova patrimoniale in quanto è stato dimostrato scientificamente che non solo non è in grado di finanziare lo sviluppo, ma è totalmente inefficiente anche nel ridurre il debito pubblico, mentre solo un calo delle imposte sul mattone ed una radicale semplificazione della tassazione potranno rilanciare il comparto immobiliare.