Accordo locale per la città di Segrate 
ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
                                                               Premesso 
-che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2, comma 3, l. cit.; 
-che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Segrate ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative allo scopo di promuovere la definizione dell'Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Segrate; 
-che l' Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Segrate -deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le partì contrattuali private, assistite - a loro richiesta - dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il 
canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 
che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall' Accordo locale, devono altresì costituire, nell'ambito del territorio del Comune di Segrate, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall'art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431 ; 
-che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Segrate di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative , dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale; 
-che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale; 
-che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili  alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso; 
-che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per I'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 
Tutto ciò premesso, l'anno 2000, il giorno 22 marzo, in Segrate, nella sede del Comune 
                                                                tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori: 
-S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata dal Sig. Mario Fedele e dal Sig. Mario Pasta; 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata dal Sig. Carlo Bordogna; 
U.N.I.A. T ., con sede legale in Milano, Via M. Macchi 27, rappresentata da 
U.I., con sede legale in Milano, Via Lombardia 27, rappresentata da 
C.O.N.I.A., con sede legale in Milano, Via S.M. Segreta 7, rappresentata da 
                                                                e 
le Associazioni della proprietà edilizia: 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, con sede legale in Milano, Via Meravigli 3, 
rappresentata dal Presidente ACHILLE LINEO COLOMBO CLERICI; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo 1, rappresentata dal geom. Maurizio Garlando; 
A.S.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Archimede 22, rappresentata da 
A.P.P.C., con sede legale in Milano, V.le Papiniano 36, rappresentata da 
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria 9, rappresentata dal Sig. Renato Girelli; 

                                                       alla presenza 
del Sindaco del Comune di Segrate_Dott. Bruno Colle 
e dall'Assessore ai servizi sociali Dott. Armando Gozzini 
e dell' Assessore al demanio Dott. Giuseppe Coari 
                                          si conviene e si stipula quanto segue 
1. PREMESSE- Le premesse sono parte integrante del presente Accordo. 
2. AMBITO DI APPLICAZIONE -l criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Segrate. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. 
Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, 1. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL  TERRITORIO DEL COMUNE DI SEGRATE, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART.1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 
4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di cinque, sono individuate dalla delimitazione specificata nell'allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1) sono: 
Zona 1 microzone 3- 8- 12 
Zona 2 microzona 1 
Zona 3 microzone 2 -14 
Zona 4 microzona 13 
Zona 5 microzone 4 -5 -6 -7 -9 -10 -11 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £/mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con Il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. 
Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile: 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno;  impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2. piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto . 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 
C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali 

Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di essere la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi  minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catasta le s'intende fatte salve le situazioni reali certificate. 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio estremo di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo - 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 

La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 
                                                         FASCIA DI OSCILLAZIONE 
Zone urbane    1° Sub fascia     2° Sub fascia       3° Sub fascia           Minimi/Massimi 
1                      83.000- 93.000  94.000 -120.000  121.000 -145.000     83.000 -145.000 
2                      78.000- 88.000  89.000 -101.000  102.000 -125.000     78.000- 125.000 
3                      70.000- 80.000  81.000- 93.009     94.000 - 105.000     70.000 -105.000 
4                      65.000- 75.000  76.000- 87.000     88.000 -100.000       65.000 -100.000 
5                      50.000- 57.000  58.000 -65.000     66.000 -75.000         50.000 -75.000 

4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 
Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 

Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 
a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; 
b) del 10% negli altri casi. 

Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi. corridoi e simili -sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 

Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell' Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare, se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone alI' Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale, di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle  designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale, o fino a nuova variazione. " 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL ' ART .5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
(USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I 
CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigenza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 
a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-matrimonio dei figli; 
-separazione o divorzio; 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
                                                                  e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di: 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-separazione o divorzio; 
-assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI PER STUDENTI) -
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

6.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fatti specie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, - 
previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 

7. ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Segrate di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 

8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -
Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di conciliazione. La commissione di conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso, del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 

9. VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO -Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo 

10. ALLEGATI- 
Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 -Planimetria della città di Segrate -Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee 
Allegato 2 -Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3 -Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 

                                         L.C.S. 
p. le Associazioni della proprietà edilizia ASSOEDILIZIA 
Aderente alla CONFEDILIZIA 
ACHILLE L/NEO COLOMBO CLERICI - 
UPPI 
Maurizio Garlando 
CONFAPPI 
Renato Girelli 

p. le Associazioni sindacali dei conduttori 
SUNIA 
Mario Fedele 
Mario Pasta . 
SICET 
Carlo Bordogna 

p. il Comune di Segrate 
il Sindaco 
dott. Bruno Colle 

Segrate, 22 marzo 2000. 


COMUNE DI SEGRATE  PROVINCIA DI MILANO 
UFFICIO STAMPA E PUBBLICHE RELAZIONI 
COMUNICATO STAMPA 
 
ZONE URBANE OMOGENEE 
ZONA 1 – Microzone 3 Villaggio Ambrosiano -8 Milano Due - 12 San Felice 
ZONA 2 - Microzone 1 Segrate Centro 
ZONA 3 - Microzone 2 Rovagnasco -14 Lavanderie/Redecesio 
ZONA4 - Microzone 13 Novegro 
ZONA 5 - Microzone 4,5,7,8,9,10,11 Produttivo e Rurale 

Segrate. 22 marzo 2000

Accordo locale per la città di Pieve Emanuele 
ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2. comma 3. Legge citata; 

che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Pieve Emanuele ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell'Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Pieve Emanuele; 

che l'Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- acquisite le informazioni concernenti la delimitazione delle microzone censuarie ai sensi del DPR 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Pieve Emanuele - deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le parti contrattuali private, assistite - a loro richiesta - dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 

che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall'Accordo locale, devono altresì costituire, nell'ambito del territorio del Comune di Pieve Emanuele, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall'art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 

che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Pieve Emanuele di proprietà delle imprese di Assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta -dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell' Accordo locale; 

che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale: 

che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso: 

che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 

Tutto ciò premesso, l'anno 1999, il giorno 8 luglio, in Pieve Emanuele, nella sede del Comune 
                                                                                  tra 

Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori 
S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata dal segretario generale Vilma Abate 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata dal segretario generale Domenico De Lucia 
U.N.I.A.T., con sede legale in Milano, via M. Macchi 27, rappresentata da Antonino Vitale, Nicola Sonatore e Calabrese Rosa 
C.O.N.I.A. con sede legale in Milano, via S.M. Segreta n. 7 rappresentata da Egidio Rondelli e Renato Santini 
                                                                                      e 
le Associazioni della proprietà edilizia" 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, con sede legale in Milano, Via Meravigli 3, rappresentata dal Presidente ACHILLE LlNEO COLOMBO CLERICI; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo n. 1, rappresentata dal presidente Paolo Giuggioli 
A.S.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Archimede 22, rappresentata dal presidente Nadia Corradi 
A.P.P.C., con sede legale in Milano, V.le Papiniano 36, rappresentata dal presidente Federico Sinicato 
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria 9, rappresentata dal presidente Sivio Rezzonico e Tomassoli Giovanni 
UNIONCASA con sede legale in Milano, Via Sant’Orsola n. 8 rappresentata dal presidente Flavio Sanvito 

alla presenza 

del Sindaco del Comune di Pieve Emanuele Dott. Giuseppe Gargiulo 

si conviene e si stipula quanto segue 

1. PREMESSE -Le premesse sono parte integrante del presente Accordo 
2. AMBITO DI APPLICAZIONE -I criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Pieve Emanuele. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, l. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 

4.CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 - Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1. MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI PIEVE EMANUELE, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART. 1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 

Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n.431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 
4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate sulla base della divisione del territorio comunale in microzone, come definito dall’Ufficio del Territorio di Pieve Emanuele ai sensi del DPR 138/98 e sulla base degli accorpamenti stabiliti nel presente Accordo, tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di TRE, come delimitate nell'allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1) sono: 
Zona 1 comprende le microzone denominate 1 e 2 EDIFICATO 
Zona 2 comprende le microzone denominate 3 LOCALITA’ TOLCINASCO 
Zona 3 comprende le microzone denominate 4 e 5 ZONA AGRICOLA 
Resta inteso che ove singoli edifici vengano attraversati dalla linea di confine delle zone, si considera l’intero edificio incluso nella zona di maggior valore. 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. 
Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile. 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2" piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi 
elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle nonne igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 

C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti. gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi 
costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali 
Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catasta le A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili Sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3- Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s'intende fatte salve le situazioni reali certificate 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 


Zona 1 Edificato Microzona 1 e 2 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 35.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 70.000 

Sub fasce                               valore minimo                                          valore massimo 
Sub fascia 1                                      35.000                                                       46.000 
Sub fascia 2                                      47.000                                                       60.000 
Sub fascia 3                                       61.000                                                      70.000 


Zona 2 Località Tolcinasco Microzona 3 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 80.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 120.000 

Sub fasce                               valore minimo                                          valore massimo 
Sub fascia 1                                       80.000                                                         90.000 
Sub fascia 2                                       91.000                                                       105.000 
Sub fascia 3                                     106.000                                                       120.000 

Zona 3 Zona Agricola Microzona Microzona 4 e 5 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 30.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 55.000 

Sub fasce                               valore minimo                                          valore massimo 
Sub fascia 1                                       30.000                                                          35.000 
Sub fascia 2                                       36.000                                                          45.000 
Sub fascia 3                                       46.000                                                          55.000 



4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 

Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 

a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; b) del 10% negli altri casi. 
Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi esimili -sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 
Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell'Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare. se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all'Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale-, di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominar1o. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale. o fino a nuova variazione." 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 

Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigenza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 

a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 

-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-matrimonio dei figli; 
-separazione o divorzio; 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di; 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 

-separazione o divorzio; 
-assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza, 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431. (USI TRANSITORI PER STUDENTI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 - CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 
7. ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Pieve Emanuele di proprietà delle imprese di Assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli Enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 
8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di Conciliazione. La commissione di Conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria . 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. . 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 

9.VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO – 
Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo. Le parti si danno atto che i valori indicati tengono già conto della riduzione ICI prospettata dal Comune per i tipi di locazioni suddette. 

10. ALLEGATI- 
Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 -Planimetria della città .di Pieve Emanuele – scala 1: 15.000 -Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee/microzone. 
Allegato 2- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431- 

Letto, confermato e sottoscritto 
Pieve Emanuele, 8 luglio 1999

Accordo locale per la città di Parabiago 
ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 

Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2. comma 3. Legge citata; 

che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Parabiago ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell'Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Parabiago; 

che l'Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- acquisite le informazioni concernenti la definizione delle microzone censuarie ai sensi del DPR 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Parabiago -deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le parti contrattuali private, assistite -a loro richiesta -dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 

che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall'Accordo locale, devono altresì costituire, nell'ambito del territorio del Comune di Parabiago, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall'art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 

che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Parabiago di proprietà delle imprese di Assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite -a loro richiesta -dall' Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le Organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale; 

che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale: 

che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso: 

che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 

Tutto ciò premesso, l'anno 1999, il giorno 16 luglio, in Parabiago, nella sede del Comune 
                                                                                  tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori 
S.U.N.I.A., rappresentata dal Sig. Maurizio Crippa 
S.I.C.eT ., rappresentata dal Sig. Bistolfi 
UNIAT rappresentata da Antonino Cro 
                                                                                   e 
le Associazioni della proprietà edilizia" 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, rappresentata dal Presidente ACHILLE LlNEO COLOMBO CLERICI vistato dall’avv. Valerio Heffler, salvo approvazione del Presidente; 
U.P.P.I., rappresentata dall’avv. Giovanni Natale, salvo approvazione avv. Paolo Giuggioli 
A.S.P.P.I., rappresentata da 
CONFAPPI, rappresentata da ing. Franco Nespolo 

alla presenza 
del Vice Sindaco del Comune di Parabiago, Ornella Venturini 

si conviene e si stipula quanto segue 

1. PREMESSE -Le premesse sono parte integrante del presente Accordo 
2. AMBITO DI APPLICAZIONE -I criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Parabiago. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, l. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 
4.CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 - Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1. MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI PARABIAGO, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART. 1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 

Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n.431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 
4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Il territorio del comune di Parabiago viene suddiviso nelle seguenti microzone omogenee (vedi particolari in allegato 1) 
Zona A Capoluogo - Ravello 
Zona B Frazioni Periferia 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni micro zona è definita la banda di oscillazione, rappresentata da tre fasce, espressa in £./mq. Annuo, e suddivisa in un valore minimo e massimo. 
I valori di riferimento minimo/massimo dei canoni di locazione per ogni zona omogenea, sono quelli previsti al punto 4.1.c) del presente accordo e saranno tenuti in considerazione dalle parti nella determinazione del canone di locazione valutando i seguenti elementi oggettivi di tipo A, B, C e D. 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2" piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi 
elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle nonne igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 

C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti. gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi 
costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali 
Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catasta le A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili Sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3- Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s'intende fatte salve le situazioni reali certificate 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni zona urbana omogenea sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 

Zona A Capoluogo – Ravello 

Sub fasce                                                 valore minimo valore massimo 
Sub fascia 1                                                       50.000               70.000 
Sub fascia 2                                                       71.000               83.000 
Sub fascia 3                                                        84.000            106.000 

Zona B Frazioni - Periferia 
Sub fasce                                                 valore minimo valore massimo 
Sub fascia 1                                                       45.000                60.000 
Sub fascia 2                                                       61.000                82.000 
Sub fascia 3                                                        83.000               96.000 


4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 

Individuata la banda di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 

a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; b) del 10% negli altri casi. 
Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi esimili -sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 
Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell'Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare. se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all'Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale-, di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominar1o. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale. o fino a nuova variazione." 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 

Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigenza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 

a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 
- sfratto esecutivo; 
- separazione o divorzio; 
- matrimonio dei figli; 
- rientro dall’estero o da altra città italiana del locatore; 
- i motivi di cui alla lettera a) e b) dell’art. 3 della legge 431/98; 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di; 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- separazione o divorzio; 
- assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza, 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431. (USI TRANSITORI PER STUDENTI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 - CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti integrazioni: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 
7. ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Parabiago di proprietà delle imprese di Assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 
8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di Conciliazione. La commissione di Conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria. 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. . 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 
9. VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO – 
Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo 
10. ALLEGATI- 
Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 -Planimetria della città .di Parabiago -Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee/microzone 
Allegato 2- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431- 
Letto, confermato e sottoscritto 
Parabiago, 16 luglio 2000

                                             Accordo locale per la città di Melzo 

ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2. comma 3, legge citata; 

che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Melzo ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell' Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Melzo; 

che l'Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- acquisite le informazioni concernenti la delimitazione delle microzone censuarie ai sensi del DPR 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Melzo -deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le parti contrattuali private, assistite -a loro richiesta -dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 

che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Melzo di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite -a loro richiesta - dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell' Accordo locale; 
che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale: 
che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n.431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso: 
che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per I'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 

Tutto ciò premesso, l'anno 2000, il giorno 20 gennaio, in Melzo, nella sede del Comune 
tra 

Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori 
S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata dal Sig. Stefano Chiappelli 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata dal Sig. Bordogna 

le Associazioni della proprietà edilizia 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, con sede legale in Milano, Via Meravigli 3, rappresentata dal Presidente ACHILLE LlNEO COLOMBO CLERICI; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo 1, rappresentata dal geom. M. Radovix 
A.S.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Archimede 22, rappresentata da 
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria 9, rappresentata da 

alla presenza 
del Sindaco del Comune di Melzo_Mario Barbaro 
e dall'Assessore ai Servizi Sociali Giovanni Bondi 

si conviene e si stipula quanto segue 

1. PREMESSE -Le premesse sono parte integrante del presente Accordo 
2. AMBITO Dr APPLICAZIONE -I criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Melzo. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, I. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 

4. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 - Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1. MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MELZO, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART. 1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 

Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n.431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 
4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate sulla base della divisione del territorio in microzone, come definite dall’Ufficio del Territorio di Melzo ai sensi del DPR 138/98 e sulla base degli accorpamenti stabiliti dal presente Accordo, tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di QUATTRO, come delimitate nell'allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1) sono: 
Zona 1 Centro storico 
Zona 2 Centro edificato 
Zona 3 Agricola 
Zona 4 Artigianale Commerciale 

Resta inteso ove singoli edifici vengano attraversati dalla linea di confine delle zone, si considererà l’intero edificio incluso nella zona di maggior pregio. 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. 
Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2° piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi 
elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle nonne igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 

C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti. gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi 
costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e .servizi sociali 

Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili Sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3- Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s'intende fatte salve le situazioni reali certificate 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 
Zona 1 Centro Storico 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 75.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 108.000 

Sub fasce                           valore minimo                       valore massimo 
Sub fascia 1                              75.000                                        85.000 
Sub fascia 2                               86.000                                        96.000 
Sub fascia 3                                97.000                                     108.000 


Zona 2 Centro Edificato 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 65.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 98.000 

Sub fasce                           valore minimo                       valore massimo 
Sub fascia 1                                  65.000                                    75.000 
Sub fascia 2                                   76.000                                   89.000 
Sub fascia 3                                   90.000                                   98.000 

Zona 3 Agricola 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 45.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 70.000 

Sub fasce                           valore minimo                       valore massimo 
Sub fascia 1                                 45.000                                     60.000 
Sub fascia 2                                 61.000                                     65.000 
Sub fascia 3                                 66.000                                     70.000 

Zona 4 Artigianale Commerciale 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 50.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 80.000 

Sub fasce                           valore minimo                       valore massimo 
Sub fascia 1                                   50.000                                    55.000 
Sub fascia 2                                   56.000                                     75.000 
Sub fascia 3                                   76.000                                     80.000 

4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 

Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 

a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; 
b) del 10% negli altri casi. 
Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi esimili -sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 
Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 
4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell'Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare. se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 

Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all'Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale-, di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominar1o. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale. o fino a nuova variazione." 

CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando il contratto tipo come di seguito definito, restando alla loro contrattazione la determinazione del canone ai sensi dell’art. 2 del comma 4 del D.M. 5 marzo 1999. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 5 COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 N. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigènza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 
a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino a12° grado per motivi di: 

-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-matrimonio dei figli; 
-separazione o divorzio; 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di; 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 

-separazione o divorzio; 
-assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza, 
6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431. (USI TRANSITORI PER STUDENTI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 - CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
“In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 
ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Melzo di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite -a loro richiesta -dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 
COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -Su iniziativa delle parti contraenti, tramite 1$ rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di Conciliazione. La commissione di Conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria . 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. . 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 
VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO – 
Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo 
ALLEGATI- 
Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 -Planimetria della città di Melzo –Scala 1:15.000 - Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee/microzone 
Allegato 2- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431- 
L.C.S 
Melzo, 20 gennaio 2000

Accordo locale per la città di Melegnano 
ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2. comma 3, legge citata ; 

che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Melegnano ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell' Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Melegnano; 

che l'Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- acquisite le informazioni concernenti la delimitazione delle microzone censuarie ai sensi del DPR 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Melegnano -deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le parti contrattuali private, assistite -a loro richiesta -dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 

che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall'Accordo locale, devono altresì costituire, nell'ambito del territorio del Comune di Melegnano, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall'art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 

che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Melegnano di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite -a loro richiesta -dall'associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell' Accordo locale; 

che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale: 

che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso: 

che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per I'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 

che il comune di Melegnano non è inserito nell’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa, individuati nella delibera del CIPE del 30 maggio1085, e ha inoltratoin data 18 maggio 1999 al Segretario Generale del C.E.R. formale domanda di inserimento in tale elenco ed è in attesa della revisione dei criteri con cui è stato formato l’elenco indicato 

Tutto ciò premesso, l'anno 1999 il giorno 5 novembre, in Melegnano, nella sede del Comune 
tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori 
S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata dal Sig. Mario Fedele 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata dai sigg. Pierluigi Rancati e Domenico De Luca 

le Associazioni della proprietà edilizia 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, con sede legale in Milano, Via Meravigli 3, rappresentata dal dr. Vitantonio Palmisano; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo 1, rappresentata dal geom. Alberto Sassi 

e con la presenza dell’A.N.A.C.I. , con sede legale in Milano, Via Bianca di Savoia 12, rappresentata dal rag. Carlo Fanzini 

alla presenza 
dell’ Assessore del Comune di Melegnano_Dott. Enrico Ceriani 

si conviene e si stipula quanto segue 
1. PREMESSE -Le premesse sono parte integrante del presente Accordo 
2. AMBITO Dr APPLICAZIONE -I criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Melegnano. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, I. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 
4. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 - Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1. MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MELEGNANO, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART. 1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 

Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n.431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 
4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate sulla base della divisione del territorio comunale in microzone, come definito dall’Ufficio del territorio di Milano, Comune di Melegnano, in data 07/07/1999 prot. n° 22656/99 ai sensi del DPR 138/98 e sulla base degli accorpamenti stabiliti nel presente Accordo, tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di quattro, sono delimitate nell'allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1) sono: 
Zona 1 – A : comprende i fogli di mappa 4-5-10-11-12. Resta inteso che ove singoli edifici vengano attraversati dalla linea di confine delle zone, si considera l’intero edificio incluso nella zona di maggior valore. Tale zona viene delimitata dalla linea ferroviaria Milano-Bologna, dal fiume Lambro, nonché dalle vie S. Francesco, XXIII Marzo, Cavour, Frassi, Medici, VIII Giugno e comprende anche la Via Dezza. 
Pertanto fanno parte di questa zona 1-A, le vie incluse nell'aree delimitata dalle vie: 
~ Via S. Francesco lato sinistro numeri dispari, per il tratto sino all'incrocio con la Via Pertini; 
~ Via XXIII Marzo lato sinistro numeri dispari; 
~ Via Cavour lato destro numeri pari; 
~ Via Giacomo Frassi lato destro numeri pari; 
~ Via Q. Medici lato'sinistro numeri dispari; 
~ Via VIII Giugno per il tratto compreso tra Via Frassi e Via Zuavi; 
~ Viene inclusa anche tutta Via Dezza con gli edifici su di essa prospicienti; 
Le altre vie interamente comprese in tale zona sono quelle riportate nell' Allegato n. 1 

ZONA 1- B: comprende i fogli di mappa 1-2-4-6-7-10-11-12-14-15. Resta inteso che ove singoli edifici vengano attraversati dalla linea di confine delle zone si considererà l'intero edificio incluso nella zona di maggior valore. Le vie incluse nella zona 1-B sono quelle al di fuori del perimetro indicato nel precedente punto, facenti parte del 
tessuto urbano ed indicate nell' Allegato 2; 

ZONA 2: -Area Industriale: comprende i fogli di mappa 3- 8. 
La zona 2 viene delimitata dalla linea ferroviaria Milano - Bologna e comprendente le vie: 
Viale della Repubblica dall'incrocio con la S.P. 40 Binasco, all'intersezione con la Via Origoni sul lato sinistro, numeri dispari e sino all'intersezione con la Via per Carpiano per il lato destro numeri pari; 
-Via per Carpiano lato destro numeri pari per il tratto compreso tra Viale della Repubblica e l'autostrada del Sole Milano - Bologna; 
Le vie interamente comprese in tale zona sono: 
-Via Allende, Via Cervi, Via Morandi, Via Santi come riportate nell' Allegato n. 3; 

ZONA 3: -Area Agricola: comprende i fogli di mappa 8- 9 - 13- 16; 
Le vie facenti parte di questa zona sono quelle non comprese nelle precedenti, indicate nell' Allegato n. 3 ed ubicate al di fuori delle due precedenti zone; 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile' 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2° piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi 
elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle nonne igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 

C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti. gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi 
costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e .servizi sociali 
Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catasta le A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili Sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3- Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s'intende fatte salve le situazioni reali certificate 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 

Zona 1-A 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 60.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 100.000 

Sub fasce                             valore minimo                                      valore massimo 
Sub fascia 1                                    60.000                                                    73.000 
Sub fascia 2                                    74.000                                                     88.000 
Sub fascia 3                                     89.000                                                   100.000 


Zona 1- B 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 50.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 90.000 

Sub fasce                             valore minimo                                      valore massimo 
Sub fascia 1                                    50.000                                                    63.000 
Sub fascia 2                                    64.000                                                     78.000 
Sub fascia 3                                    79.000                                                     90.000 
 
 Zona 2 Industriale 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 45.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 75.000 

Sub fasce                             valore minimo                                      valore massimo 
Sub fascia 1                                    45.000                                                    55.000 
Sub fascia 2                                    56.000                                                     65.000 
Sub fascia 3                                    66.000                                                     75.000 

 
Zona 3 Agricola 
Valore minimo annuale di locazione £/mq 35.000 
Valore massimo annuale di locazione £/mq 65.000 

Sub fasce                             valore minimo                                      valore massimo 
Sub fascia 1                                    35.000                                                    45.000 
Sub fascia 2                                    46.000                                                     55.000 
Sub fascia 3                                    56.000                                                     65.000 

 
4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 

Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 

a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; b) del 10% negli altri casi. 
Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi esimili -sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 
Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 8), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell'Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare. se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all'Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale-, di cui all'allegato n. 8 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominar1o. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale. o fino a nuova variazione." 

5 .CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 9), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigènza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 
a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino a12° grado per motivi di: 

-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-matrimonio dei figli; 
-separazione o divorzio; 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di; 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-separazione o divorzio; 
-assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi' 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza, 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431. (USI TRANSITORI PER STUDENTI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 - CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 10), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999.  Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 10) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. 
Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 
ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Melegnano di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite -a loro richiesta - dall' Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 
COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -Su iniziativa delle parti contraenti, tramite 1$ rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di Conciliazione. La commissione di Conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria . 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 

9 -VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO – 
Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo, nel caso il Comune di Melegnano venisse inserito nell’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa, in base alle procedure avviate ed indicate nell’ultimo comma della premessa, l’amministrazione comunale di Melegnano dovrà comunicare tale inserimento nell’elenco e convocare le associazioni della proprietà edilizia e le associazioni sindacali dei conduttori, firmatarie dell’Accordo. Le Associazioni dovranno procedere ad una revisione del presente Accordo entro il termine massimo di tre mesi. 

10 - ALLEGATI- 
Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 – Elenco vie Zona 1- A 
Allegato 2 – Elenco vie Zona 1- B 
Allegato 3 – Elenco vie Zona 2 e Zona 3 
Allegato 4 -Planimetria della città di Melegnano –scala 1:15.000 - Suddivisione dell’Ufficio del territorio di Milano in zone urbane omogenee 
Allegato 5 -Planimetria della città di Melegnano –scala 1:10.000 - Suddivisione del territorio in fogli di mappa catastale 
Allegato 6 -Planimetria della città di Melegnano –scala 1:5.000 - Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee 
Allegato 7 -Planimetria generale del centro urbano della città di Melegnano con specifica della Zona 1-A Zona 1-B e Zona 2. 
Allegato 8- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 9- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 10 - Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431- 
L.C.S 

Melegnano, 5 novembre 1999

Accordo locale per la città di Magenta 
ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
Premesso 
-che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2, comma 3, legge citata; 
-che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Magenta ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell'Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Magenta; 
-che l'Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- acquisite le informazioni concernenti la delimitazione delle microzone censuarie ai sensi del D.P.R. 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Magenta - deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le parti contrattuali private, assistite - a loro richiesta - dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 
-che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Magenta di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle 
fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta -dall'associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale; 
che secondo il disposto degli artt. 1 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo  stesso Accordo locale; 
-che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso; 
-che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 

Tutto ciò premesso, l'anno 2000 il giorno 13 gennaio , in Magenta, nella sede del Comune 
                                                                    tra 
le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori: 
S.U.N.I.A. , con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata da Maurizio Crippa 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata da Alessandro Grancini 
U.N.I.A.T., con sede legale in Milano, Via M. Macchi 27 
U.I., con sede legale in Milano, Via Lombardia 27, 
C.O.N.I.A., con sede legale in Milano, Via S.M. Segreta 7/9 
                                                                     e 
le Associazioni della proprietà edilizia: 
CONFEDILIZIA, organizzazione sub provinciale di Abbiategrasso, con sede legale in Abbiategrasso, via Cadorna 2 rappresentata dal Presidente avv. Matteo Adriano De Stasio; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo 1, rappresentata da dr. Paolo Goretti per conto dell’avv. Paolo Giuggioli 
A.S.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Archimede 22, rappresentata da Nadia Corradi 
A.P.P.C., con sede legale in Milano, V.le Papiniano 36, rappresentata da Nadia Corradi per delega 
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria 9, rappresentata dal geom. Giancarlo Montani 
alla presenza del vice Sindaco del Comune di Magenta dott. Arch. Pierluigi Albetti; 

si conviene e si stipula quanto segue 

1. PREMESSE- Le premesse sono parte integrante del presente Accordo. 
2. AMBITO DI APPLICAZIONE -I criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Magenta. 

3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. 
Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art, 4, comma 3, l. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 

4. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 - 
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998, n° 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL  TERRITORIO DEL COMUNE DI MAGENTA,  IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART.1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 

4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate sulla base della divisione del territorio comunale in microzone, come definite dall’ufficio del territorio di Magenta ai sensi del D.P.R. 138/98 e sulla base degli accorpamenti stabiliti dal presente Accordo, tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di due, come delimitate dall'allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1 )sono: 
Zona 1 CENTRO (MICROZONA 1) 
Zona 2 PERIFERIA (MICROZONA 2) 
Resta inteso che ove singoli edifici siano attraversati dalla linea di confine delle zone, si considererà l’intero edificio incluso nella zona di maggior valore. 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. 
Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile: 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2° piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 
C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali 

Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s'intende fatte salve le situazioni reali certificate. 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 

ZONA 1 - CENTRO 

Sub fasce               Valore minimo £./mq              Valore massimo £./mq 

Sub fascia 1                     60.000                                            74.000 
Sub fascia 2                     75.000                                            89.000 
Sub fascia 3                      90.000                                         115.000 

ZONA 2 PERIFERICA 
Sub fasce                Valore minimo £./mq                  Valore massimo £./mq 

Sub fascia 1                       50.000                                              63.000 
Sub fascia 2                       64.000                                              84.000 
Sub fascia 3                       85.000                                              94.000 

4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 
Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 
a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; 
b) del 10% negli altri casi. 
Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili - sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 
Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell'Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare, se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all'Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale, di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla 
interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, - e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale, o fino a nuova variazione." 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando il contratto tipo come di seguito definito restando alla loro contrattazione la determinazione del canone ai sensi dell’art. 2 comma 4 del D.M. 5 marzo 1999. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigenza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 
a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- matrimonio dei figli; 
- separazione o divorzio; 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di: 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- separazione o divorzio; - 
- assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in 
cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI PER STUDENTI) 
-Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta. " 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, 
previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 

7. ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI - Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Magenta di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'associazione di rappresentanza 
prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 

8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di conciliazione. La commissione di conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello  svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso, del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 

9. VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO -Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo. 

10 ALLEGATI- Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 -Planimetria della città di Magenta -Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee/microzone. 
Allegato 2- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431

  Accordo locale per la città di Legnano 
           ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
                                                                     Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all’art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell’ambito degli Accordi locali previsti dall’art. 2, comma 3, legge citata; 
che, ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Legnano ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell’Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Legnano; 
che l’Accordo locale, secondo il disposto dell’art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999 — acquisite le informazioni concernenti la delimitazione delle microzone censuarie ai sensi del DPR 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune - deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all’interno delle quali le parti contrattuali private, assistite — a loro richiesta — dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l’unità immobiliare oggetto del contratto; 
che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall’Accordo locale, devono altresì costituire, nell’ambito del territorio del Comune di Legnano, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall’art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 
che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Legnano di proprietà delle imprese di assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli Enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all’interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale; 
che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all’Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell’applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all’art. 2, comma 4, e all’art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale; 
che ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell’Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall’Accordo locale stesso; 
che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell’art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l’erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 
                                                            Tutto ciò premesso, 
l’anno 1999, il giorno 8 luglio, in Legnano, nella sede del Comune 
                                                                     tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori: 
SUNIA rappresentata da Maurizio CRIPPA; 
SICET rappresentata da Ezio MOSTONI; 
UNIAT rappresentata da Antonino CRO 
                                                                     
le Associazioni della proprietà edilizia: 
ASSOEDILIZIA, aderente alla CONFEDILIZIA, rappresentata dal Presidente Avv. ACHILLE LINEO COLOMBO CLERICI; vistato dall’Avv. Valerio HEFFLER, salvo approvazione del presidente
U.P.P.I. rappresentata dal Geom. Alberto SASSI 
A.P.P.C. rappresentata dal Dott. Gianluigi GUANA 
CONFAPPI rappresentata dall’Avv. Matteo REZZONICO 
                                                            alla presenza 
dell’ Assessore del Comune di Legnano, Fiorenzo BATTAGLIOLI 
                                               si conviene e si stipula quanto segue 

1.PREMESSE — Le premesse sono parte integrante del presente Accordo. 
2.AMBITO DI APPLICAZIONE — I criteri e le Modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Legnano. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL’ACCORDO LOCALE — Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all’art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. 
Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all’emanazione del decreto sostitutivo previsto dall’art. 4, comma 3, l. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell’Accordo locale si applicano le procedure previste all’art. 2, l. cit. 

4. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 — Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
4.1 Modalità per la determinazione dei canoni di locazione situati nel territorio del COMUNE DI LEGNANO, in conformità ai criteri previsti all’art. 1 del D.M. 5 marzo 1999 
Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, si applicano i criteri e le Modalità seguenti: 
4.1.a) Individuazione delle "Zone urbane omogenee
il territorio del Comune di Legnano viene suddiviso nelle seguenti micro zone omogenee (vedi particolari in allegato 1): 
Microzona A Centrale 
Microzona B Semicentrale 
Microzona C Periferia Ovest 
Microzona D Periferia Est 
4.1.b) Criteri per la determinazione dei "valori di riferimento" minimo e massimo dei canoni di locazione 
Nell’ambito di ogni micro zona viene definita la banda di oscillazione, rappresentata da 3 fasce, espressa in £/mq annuo e suddivisa in un valore minimo e massimo 
I valori di riferimento minimo/massimo dei canoni di locazione per ogni zona omogenea sono quelli previsti nell’allegato "1 bis" e saranno tenuti in considerazione dalle parti nella determinazione del canone di locazione valutando i seguenti elementi essenziali di tipo A, B, C e D: 
Elementi essenziali tipo A 
1.Bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza, lavabo, vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica; 
2.Impianti tecnologici essenziali e funzionanti, adduzione acqua potabile, impianto elettrico, impianto gas; 
Elementi essenziali tipo B 
1.cucina abitabile (o angolo cottura se trattasi di monolocali) con almeno una finestra; 
2.ascensore per unità abitative situate al 2° piano o piano superiore; 
3.stato di manutenzione e conservazione dell’immobile normale in tutti i suoi elementi costitutivi; impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti; 
4.impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle norme igienico - sanitarie e di sicurezza vigenti; 
5.riscaldamento centralizzato o autonomo; 
Elementi essenziali tipo C 
1.doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti gli elementi (tazza, lavabo, vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica (per immobili superiori a 70 mq); 
2.autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune); 
3.giardino condominiale o verde pubblico adiacente; 
4.buono stato di manutenzione dell’unità immobiliare in tutti i suoi elementi costitutivi (impianti tecnologici propri dell’abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti); 
5.buono stato di manutenzione e conservazione dello stabile in tutti i suoi elementi costitutivi (impianti tecnologici comuni, coperture, scale e spazi comuni interni); 
6.porte blindate o doppi vetri; 
7.prossimità dell’abitazione a servizi pubblici (mezzi, sociali e commerciali); 

Ai fini dell’individuazione delle fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all’immobile, come sopra specificati: 
fascia 1 - Gli immobili sono collocati in questa fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
fascia 2 - Gli immobili sono collocati in questa fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la fascia 2, e meno di tre elementi di tipo C . 
fascia 3 - Gli immobili sono collocati in questa fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s’intende fatte salve le situazioni reali certificate. 

Elementi essenziali tipo D (prossimità a valore massimo di fascia) 
1.presenza di elementi accessori o funzionali dell’abitazione: balcone o terrazza, cantina soffitta, ripostiglio esterno o interno; 
2.appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni esclusi gli immobili di pregio edilizio ancorché non vincolati ai sensi della legge; 
3.la non presenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico; 
4.affaccio esterno di pregio; 
5.giardino privato o spazio aperto esclusivo; 
6.posto auto scoperto; 
7.appartamenti con vetustà superiore a 30 mq. purché integralmente ristrutturati; 
8.terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno 4 degli elementi sopra specificati comporta la possibilità di applicare il valore massimo di fascia. 

4.1.c) determinazione del "valore effettivo" del canone di locazione 
Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l’immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l’importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell’art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Appartamenti ammobiliati 
Il canone di locazione determinato con l’applicazione degli elementi di valutazione sopraindicati potrà aumentare fino ad un massimo del 15% 
Superficie alloggio 
La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell’abitazione — intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili - sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 15%, fino al limite di 55 mq.. 
Aggiornamento del canone di locazione 
Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell’indice dei prezzi al consumo accertata dall’ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell’anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell’aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all’allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l’insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell’Accordo stesso, s’impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare, se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all’Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale, di cui all’allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all’esatta applicazione dell’Accordo territoriale più sopra citato, anche a riguardo del canone, una Commissione di conciliazione stragiudiziale formata, quanto a due componenti — scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell’Accordo di cui trattasi — sulla base delle designazioni, rispettivamente, del locatore e del conduttore e, a quanto a un terzo — che svolgerà eventualmente funzioni di presidente -, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazione in più o in meno dell’imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione stragiudiziale di conciliazione composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà, nel termine perentorio di novanta giorni, il nuovo canone a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l’eventuale periodo di proroga biennale, o fino a nuova variazione." 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) — Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
5.1 Modalità per la determinazione del canone di locazione, secondo i criteri dell’art. 2 del D.M. 5 marzo 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell’art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
5.2 CONTRATTO TIPO per LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell’art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all’allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all’art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione della esigenza del locatore e del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto-tipo, sono individuate le seguenti condizioni : 
a. quando il locatore abbia necessita’ di adibire l’immobile ad abitazione propria, dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di : 
- sfratto esecutivo; 
- separazione o divorzio; 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- matrimonio dei figli; 
- rientro dall’estero o da altra città italiana del locatore; 
- i motivi di cui alla lettera a) e b) dell’art. 3 Legge 431/98; 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
b. quando il conduttore ha necessita’ di abitare l’immobile per motivi di : 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- separazione o divorzio; 
- assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi; 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
Per quanto riguarda l’individuazione delle esigenze transitorie del conduttore, si ritiene che le stesse debbano essere individuate nelle fattispecie simmetriche a quelle sopra indicate (punto a). 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI PER STUDENTI) — Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 Modalità per la determinazione del canone di locazione, secondo i criteri dell’art. 3 del D.M. 5 marzo 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell’art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 CONTRATTO TIPO per LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell’art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all’allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all’art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Premessa: Condizione soggettiva di studente 
Sotto il profilo soggettivo, questa tipologia di contratti può essere applicata ove il conduttore sia iscritto ad un corso di laurea in un comune differente da quello di residenza. Inoltre, la forma contrattuale in esame non può essere piegata a finalità che non le sono proprie con la conseguenza che nel testo contrattuale deve essere prevista, oltre all’obbligo di documentare l’iscrizione universitaria e la residenza in comune diverso da quello ove ha sede l’università, la risoluzione di diritto del contratto con il venire meno dell’iscrizione universitaria. 
Nel "contratto-tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste le clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"indipendentemente dai gravi motivi, e’ concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l’interruzione degli studi". 
"In caso di cessazione dell’iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi." 

7.ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI — Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Legnano di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti — persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione e la collocazione nella relativa fascia nei limiti previsti dal presente Accordo locale, con particolare riguardo allo stato di manutenzione secondo le Modalità dell’accordo stesso. 

8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE — 
Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un’apposita commissione di conciliazione. La commissione di conciliazione opererà con le Modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L’istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l’oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l’indicazione dell’Associazione di cui intende avvalersi per l’assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L’istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell’istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all’altra l’inizio della procedura. Quest’ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento  della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l’Associazione di cui intende valersi per l’assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso, del caso aggiornando la seduta per l’esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 

9. VERIFICA DELL’APPLICAZIONE DELL’ACCORDO — 
Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l’applicazione e l’imbatto dell’accordo 

10. ALLEGATI — Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1: Planimetria della città di Legnano - Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee/microzone 
Allegato 1 bis: canoni 
Allegato 2: Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3: Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4: Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Letto, confermato e sottoscritto 

Per Associazioni della Proprietà 
ASSOEDILIZIA 
Aderente alla CONFEDILIZIA Avv. Achille Lineo Colombo Clerici siglato dall’ Avv. Valerio HEFFLER, salvo approvazione del presidente 
UPPI Geom. Alberto Sassi 
APPC Dott. Gianluigi Guana 
CONFAPPI Dott. Matteo Rezzonico 

Per i Sindacati degli Inquilini 
SUNIA Maurizio Crippa 
SICET Ezio Mostoni 
UNIAT Antonino Cro 

Legnano, 8.07.1999 


Allegato 1 bis 
Canoni Legnano 

Microzona A Centrale Minimo Massimo
fascia 1  60.000  80.000
fascia 2  81.000 105.000
fascia 3 106.000 126.000
Microzona B Semi Centrale    
fascia 1  55.000  75.000
fascia 2  76.000  90.000
fascia 3  91.000 115.000
Microzona C Periferia Ovest    
fascia 1  45.000  55.000
fascia 2  56.000  70.000
fascia 3  71.000  80.000
Microzona D Periferia Est    
fascia 1  45.000  55.000
fascia 2  56.000  70.000
fascia 3  71.000  80.000
     

 

                                                 Protocollo d’intesa 
Premesso 
che in data 8 luglio 1999 è stato sottoscritto dalle Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative l’Accordo locale per la città di Legnano ai sensi dell’art. 2 comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 4331 e del D.M.  5 marzo; 
che per la piena attuazione della riforma delle locazioni e dello stesso Accordo locale è ritenuto necessario dalle parti firmatarie del presente protocollo sviluppare un’azione organica sul mercato delle locazioni, sia rispetto al monitoraggio dei prezzi e dell’offerta, sia rispetto all’assistenza abitativa nei confronti dei settori di domanda in difficoltà; 
che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell’art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l’erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata; 
che ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 per promuovere sul mercato dell’affitto privato la più larga diffusione del regime pattizio c.d. "convenzionato", il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall’Accordo locale; 
che per l’applicazione delle parti del presente protocollo in cui si prevede l’adozione di atti e l’assunzione di oneri da parte del Comune si rende necessaria l’approvazione degli organi comunali competenti 
l’anno 1999, il giorno 8 Luglio, in Legnano, nella sede del Comune 
                                                           tra 
le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori 
SUNIA rappresentato da Maurizio CRIPPA 
SICET rappresentato da Ezio MOSTONI 
UNIAT rappresentato da Antonino CRO 
                                                           
Il Comune di Legnano, rappresentato dall’Assessore Fiorenzo BATTAGLIOLI 
                                          si conviene quanto segue 
1. Istituzione dell’osservatorio locale della condizione abitativa 
Presso l’assessorato competente del Comune di Legnano verrà istituito un Osservatorio locale della condizione abitativa il cui Comitato di indirizzo e controllo dovrà essere composto dalle Organizzazioni sindacali degli inquilini e della proprietà. 
L’attività dell’Osservatorio dovrà essere finalizzata alla realizzazione delle seguenti funzioni : 
raccolta e tenuta degli Accordi locali, per renderne possibile la conoscenza a tutti i cittadini interessati; 
banca dati sul sistema abitativo: flussi d’offerta e domanda di abitazioni, ricognizione e organizzazione delle conoscenze sulla condizione abitativa nel territorio; 
banca dati e monitoraggio dei prezzi, sia rispetto ai comparti d’offerta a prezzo "contrattato o convenzionato" che ai settori d’offerta a prezzo "libero"; 
raccolta dati e analisi della condizione economico - sociale e dell’incidenza canone/reddito delle famiglie in affitto allo scopo di garantire il necessario supporto informativo per la scelta delle Modalità di intervento più efficaci del Fondo Sociale; 
1. Misure a sostegno del regime locatizio "convenzionato" — riduzione aliquota ICI 
Il Comune di Legnano, ai sensi dell’art. 2 comma 4, legge 9 dicembre 1998 n. 431, applicherà una riduzione dell’aliquota ICI in ottemperanza della delibera di giunta del ……….. (vedi allegato) a partire dall’anno fiscale 2000. 
Per l’ottenimento dello sgravio dell’ICI, il proprietario dovrà depositare copia del contratto di locazione regolarmente registrato presso l’ufficio competente di Zona, che provvederà ad inviarne copia all’Osservatorio. 
2. Fondo Sociale e "Assistenza abitativa" 
I criteri e le Modalità di raccolta delle domande tramite bando di concorso e di erogazione dei contributi verranno definite dalle parti sociali e dal Comune, firmatari del presente protocollo, successivamente alla pubblicazione del Decreto Ministeriale di cui all’art. 11 comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. 
Al Fondo Sociale di cui all’art. 11 l. cit., viene assegnato dal Comune di Legnano un contributo aggiuntivo in misura di ………. per il triennio di validità dell’Accordo locale. I criteri per l’erogazione del contributo aggiuntivo del Comune verranno definiti contestualmente alla definizione dei criteri di erogazione degli stanziamenti di legge. 

Letto, confermato e sottoscritto 
p. il Comune di Legnano p. le Associazioni sindacali 
dei conduttori 
SUNIA 
(Maurizio Crippa) 
SICET 
(Ezio Mostoni) 
UNIAT 
(Antonino Cro)

Accordo locale per la città di Cormano 

ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all’art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell’ambito degli Accordi locali previsti dall’art. 2, comma 3, legge citata; 
che, ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Cormano ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell’Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Cormano; 
che l’Accordo locale, secondo il disposto dell’art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999 — acquisite le informazioni concernenti la delimitazione delle microzone censuarie ai sensi del DPR 138/98 e individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune - deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all’interno delle quali le parti contrattuali private, assistite — a loro richiesta — dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l’unità immobiliare oggetto del contratto; 
che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall’Accordo locale, devono altresì costituire, nell’ambito del territorio del Comune di Cormano, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall’art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 
che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Cormano di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all’interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale; 
che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all’Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell’applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all’art. 2, comma 4, e all’art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale; 
che ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell’Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall’Accordo locale stesso; 
che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell’art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l’erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 
Tutto ciò premesso, l’anno 1999, il giorno 12 luglio, in Cormano, nella sede del Comune 
                                                            tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori: 
SUNIA rappresentata da Domenico Codispoti e Maurizio Crippa; 
SICET rappresentata da; Pierluigi Rancati 
UNIAT rappresentata da Nicola Sonatore 
CONIA rappresentata da Umberto Guastoldi 
                                                        
le Associazioni della proprietà edilizia: 
ASSOEDILIZIA, aderente alla CONFEDILIZIA, rappresentata dal Presidente Avv. ACHILLE LINEO COLOMBO CLERIC; vistato da  Simona Merlo, salvo approvazione del presidente 
U.P.P.I. rappresentata da Luigi Arosio 
UNION CASA rappresentata da Maria Arena 
CONFAPPI rappresentata da Giovanni Tommassoli 
A.P.P.C. rappresentata dall’Avv. Maurizio Santolini 
                                                             alla presenza 
%3

 Accordo locale per il Comune di Cologno Monzese 
ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
                                                                 Premesso 
che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all’art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell’ambito degli Accordi locali previsti dall’art. 2, comma 3, l. cit.; 
che, ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Cologno Monzese ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo scopo di promuovere la definizione dell’Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Cologno Monzese; 
che l’Accordo locale, secondo il disposto dell’art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999 — ha individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Cologno Monzese - deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all’interno delle quali le parti contrattuali private, assistite — a loro richiesta — dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l’unità immobiliare oggetto del contratto; 
che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall’Accordo locale, devono altresì costituire, nell’ambito del territorio del Comune di Cologno Monzese, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall’art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 
che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Cologno Monzese di proprietà delle imprese di assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti - persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli Enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all’interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le Organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale; 
che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all’Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell’applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all’art. 2, comma 4, e all’art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale; 
che ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell’Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite dall’Accordo locale stesso; 
che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell’art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per l’erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 
Tutto ciò premesso, l’anno 1999, il giorno 13 luglio 1999, in Cologno Monzese , nella sede del Comune 
                                                                          tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori: 
S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino n. 115, rappresentata dal segretario provinciale STEFANO CHIAPPELLi e Mario Fedele; 
S.I.C.eT., con sede legale in Milano, Via A. Tadino n. 18, rappresentata da Carlo Bordogna; 
U.N.I.A.T., con sede legale in Milano, Via M. Macchi n. 27, rappresentata da NICOLA SONATORE e RELLA VITTORIO; 
U.I., con sede legale in Milano, Via le Lombardia n. 27, rappresentata da MARCO DE GUIO; 
C.O.N.I.A., con sede legale in Milano, Via S.M. Segreta n. 7, rappresentata da UMBERTO GASTOLDI. 
                                                                         e 
le Associazioni della proprietà edilizia: 
ASSOEDILIZIA, aderente alla CONFEDILIZIA, con sede legale in Milano, Via Meravigli n. 3, rappresentata dal Dott. PAOLA DI PATRIZIO; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo n. 1, rappresentata da Dott. PIETRO RAFFAELLI; 
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria n. 9, rappresentata dal Dott. GIOVANNI TOMASELLI. 
A.P.P.C. con sede legali in Milano, viale Papiniano 36, rappresentata dal Rag. Maurizio Santorini 

                                                                   alla presenza 
dell’ Assessore del Comune di Cologno Monzese, Vittorio Beretta 

                                                    si conviene e si stipula quanto segue 

1. PREMESSE — Le premesse sono parte integrante del presente Accordo. 
2. AMBITO DI APPLICAZIONE — I criteri e le Modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Cologno Monzese. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL’ACCORDO LOCALE — Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all’art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. 
Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all’emanazione del decreto sostitutivo previsto dall’art. 4, comma 3, l. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell’Accordo locale si applicano le procedure previste all’art. 2, l. cit. 
4. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 — Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
4.1 Modalità per la determinazione dei canoni di locazione SITUATI NEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MILANO, in conformità ai criteri previsti all’art. 1 del D.M. 5 marzo 1999 
Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, si applicano i criteri e le Modalità seguenti: 
4.1.a) Individuazione delle "zone urbane omogenee" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell’art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate sulla base della divisione del territorio comunale in zone, come definite dall’Ufficio del Territorio di Cologno Monzese ai sensi delle delibere comunali n. 501 del 25-1-78 e n. 274 del 12-7-82 dal presente Accordo, tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di quattro e 1 area comparti degradati, come delimitate nell’allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1), sono: 
Zone Urbane omogenee 
Zona 1 Centro Storico 
Zona 2 tra Centro e Periferia 
Zona 3 Periferia 
Zona 4 Agricola 
Zona 5 Comparti Degradati 

Per gli stabili ristrutturati dopo le delibere comunali n. 501 del 25-10-78 e n. 274 del 12-7-82 rientrano nelle rispettive zone di appartenenza. 
Resta inteso che ove singoli edifici vengano attraversati dalla linea di confine delle zone si considererà l’intero edificio incluso nella zona di maggior valore. 
4.1.b) Criteri per la definizione dei "valori di riferimento" minimo e massimo dei canoni di locazione 
Nell’ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con Il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. 
Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all’immobile: 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l’installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno; impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2° piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell’unità immobiliare normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 
C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell’unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell’abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell’abitazione all’insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali 

Ai fini dell’individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all’immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 - Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 - Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C . 
sub-fascia 3 - Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s’intende fatte salve le situazioni reali certificate. 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d’intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 
La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all’unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

FASCIA DI OSCILLAZIONE 
zone urbane omogenee 
Zona 1 
Centro Storico 
1° Sub fascia    75.000 -  85.000 
2° Sub fascia    86.000 - 100.000 
3° Sub fascia  101.000 - 120.000 
Zona intera  (min. 75.000 - max. 120.000 )
Zona 2 
tra Centro e Periferia 
1° Sub fascia  60.000 -   75.000 
2° Sub fascia  76.000 -   92.000 
3° Sub fascia  93.000 - 110.000 
Zona intera  (min.60.000 - max. 110.000 )
Zona 3 
Periferia 
1° Sub fascia  45.000 - 55.000 
2° Sub fascia  56.000 - 70.000 
3° Sub fascia  71.000 - 85.000 
Zona intera  (min.45.000 - max. 85.000 )
Zona 4 
Agricola 
1° Sub fascia  40.000 - 50.000 
2° Sub fascia  51.000 - 60.000 
3° Sub fascia  61.000 - 70.000 
Zona intera  (min. 40.000- max. 70.000 )
Aree 
comparti degrad. 
1° Sub fascia  40.000 - 50.000 
2° Sub fascia  51.000 - 60.000 
3° Sub fascia  61.000 - 70.000 
Zona intera  (min. 40.000 - max. 70.000 )

4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" del canone di locazione 
Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l’immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l’importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell’art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Alloggio ammobiliato — Quando l’alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 
a. del 15% se la superficie dell’alloggio è pari od inferiore a mq. 55; 
b. del 10% negli altri casi. 
Superficie alloggio — La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell’abitazione — intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili - sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq.. 
Aggiornamento del canone di locazione —Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell’indice dei prezzi al consumo accertata dall’ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell’anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell’aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO per LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all’allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l’insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell’Accordo stesso, s’impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare, se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all’Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale, di cui all’allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all’esatta applicazione dell’Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti — scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell’Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, - e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazioni in più o in meno dell’imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l’eventuale periodo di proroga biennale, o fino a nuova variazione." 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) — 
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
5.1 Modalità per la determinazione del canone di locazione, secondo i criteri dell’art. 2 del D.M. 5 marzo 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell’art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
5.2 CONTRATTO TIPO per LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell’art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all’allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all’art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell’esigenza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 
a) quando il locatore abbia l’esigenza di adibire l’immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- matrimonio dei figli; 
- separazione o divorzio; 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
                                                                             e/o 
b) quando il conduttore abbia l’esigenza di abitare l’immobile per motivi di: 
- trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
- separazione o divorzio; 
- assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
- vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI PER STUDENTI) — 
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell’art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le Modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 
6.1 Modalità per la determinazione del canone di locazione, secondo i criteri dell’art. 3 del D.M. 5 marzo 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell’art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 
6.2 CONTRATTO TIPO per LE LOCAZIONI AI SENSI DELL’ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell’art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all’allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all’art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l’inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. 
Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l’interruzione degli studi." 
"In caso di cessazione dell’iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi." 

7.ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI — Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Cologno Monzese di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti — persone fisiche o giuridiche — detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell’art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta — dall’associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell’Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell’inquilinato, in ogni caso firmatarie dell’Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 
8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE —
 Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un’apposita commissione di conciliazione. La commissione di conciliazione opererà con le Modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L’istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l’oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l’indicazione dell’Associazione di cui intende avvalersi per l’assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L’istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento. 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell’istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all’altra l’inizio della procedura. Quest’ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l’Associazione di cui intende valersi per l’assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso, del caso aggiornando la seduta per l’esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 
9. VERIFICA DELL’APPLICAZIONE DELL’ACCORDO — 
Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l’applicazione e l’imbatto dell’accordo 
10. ALLEGATI — Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 — Delibere del Consiglio Comunale n. 501 del 25/1/78 e n. 274 del 12/7/82 
Allegato 2 - Planimetria della città di Cologno Monzese - scala 1:15.000 - Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee 
Allegato 3 — Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4 — Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 5 — Contratto tipo locale, ai sensi dell’art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
L.C.S. 


p. le Associazioni della proprietà edilizia 
p. le Associazioni sindacali dei conduttori ASSOEDILIZIA 
Aderente alla CONFEDILIZIA 
Dott. Paola Di Patrizio salvo firma ufficiale del Presidente  
UPPI 
Dott. Pietro Raffaelli 
CONFAPPI 
Tommassoli Giovanni 
A.P.P.C. 
Maurizio Santorini 
SUNIA 
Stefano Chiappelli 
Mario Fedele 
SICET 
Carlo Bordogna 
UNIAT 
Nicola Sonatore 
Rella Vittorio 
U.I. 
Marco De Guio 
CONIA 
Umberto Castoldi 

p. il Comune di Cologno Monzese 
l’Assessore Vittorio Beretta 

Cologno 13 luglio 1999

 Accordo locale per la città di Buccinasco 
         ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 

                                                       Premesso 

che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle Finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali  per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2. comma 3, I. cit.; 

che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Buccinasco ha convocato  le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative, allo  scopo di promuovere la definizione dell'Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Buccinasco: 

che l'Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi l' 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Buccinasco -deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione 'del canone di locazione all'interno delle quali le parti contrattuali private, assistite -a loro richiesta -dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 

che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall'Accordo locale, devono altresì costituire, nell'ambito del territorio del  Comune di Buccinasco, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento  per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura  transitoria, previsti dall'art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431; 

che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Buccinasco di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1  commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle  fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi  locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale; 

che secondo il disposto degli artt. 1 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione  realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle  norme dì agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9  dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo  stesso Accordo locale. 

che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione  dell'Accordo locale il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili  (ICI) più favorevoli per i proprietari, che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili  alle condizioni definite dal!' Accordo locale stesso

che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per I'erogazione dei contributi  integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata 

Tutto ciò premesso, l'anno 2000, il giorno 19 giugno, in Buccinasco, nella sede del Comune 
                                                                            tra 

Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori 
S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata dal Sig. Maurizio Grippa 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata dal Sig. Bistolfi 
                                                                             e 
le Associazioni della proprietà edilizia" 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, con sede legale in Milano, Via Meravigli 3, 
rappresentata dal Presidente ACHILLE LlNEO COLOMBO CLERICI; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo 1, rappresentata dal geom. Maurizio Garlando 
A.S.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Archimede 22, rappresentata da . 
A.P.P.C., con sede legale in Milano, V.le Papiniano 36, rappresentata da 
                                                            alla presenza 

del Sindaco del Comune di Buccinasco dott. Guido Lanati 
e dall'Assessore all'Edilizia Privata e Urbanistica Arch. Roncali 

                                                       si conviene e si stipula quanto segue 

PREMESSE -Le premesse sono parte integrante del presente Accordo 
2.  AMBITO Dr APPLICAZIONE -I criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Buccinasco. 

3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo Decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431.  Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino  all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, 1. cit., continuerà ad applicarsi il  presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, 1. cit. I 

4.  CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431    
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre  1998 n. 431, applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito  definiti. 

4.1.  MODALITÀ PER.LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL   TERRI-TORIO DEL COMUNE DI BUCCINASCO, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART. 1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 

Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n.431, si applicano i criteri e le modalità seguenti; 

4.1.a)   INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, 
sono delimitate tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di quattro, sono individuate dalla delimitazione specificata nell'allegata cartografia plani metrica (allegato n. 1) sono: 
Zona 1 
Zona 2 
Zona 3 
Zona 4   frazioni 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE  
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £./mq. annuo.  Ciascuna fascia di oscillazione, con Il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona  urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia  Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento  alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile.

Elementi di tipo A 

A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza: lavabo: vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: "adduzione acqua potabile: impianto predisposto per l''installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno:  impianto elettrico: impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al  2° piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle norme igienico-sanitarie e di 
sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 
C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti. gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi 
costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni intemi 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria,  esercizi commerciali e servizi sociali
 
Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di esse, la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 

sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta  eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 

sub-fascia 2 -Gli immobili Sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi  minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 

sub-fascia 3- Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catastale s'intende fatte salve le situazioni reali certificate 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni.. tranne che si tratti di immobili di pregio 
edilizio, ancorche non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio esterno di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 

La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £../mq. annuo: 

                                  FASCIA DI OSCILLAZIONE

Zone urbane 
omogenee
  1° sub fascia   2° sub fascia   3° sub fascia   Minimi/massimi
di zona
                 
     1   65.000 75.000   76.000 95.000   96.000 115.000   65.000/115.000
                 
     2   55.000 65.000   66.000 80.000   81.000 95.000   55.000/95.000
                 
     3   50.000 60.000   61.000 70.000   71.000 80.000   50.000/80.000
                 
     4   40.000 50.000   51.000 56.000   57.000 65.000   40.000/65.000
                 

 

4.,1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 

Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 

Alloggio ammobiliato - Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 
a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55. 
b) del 10% negli altri casi.  

Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione - intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili - sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq.. 

Aggiornamento del canone di locazione - Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2.  CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 9 
DICEMBRE 1998 n. 431 

Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431  le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente  Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo  1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa  la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria firmatarie dell'Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare  
se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone all'Accordo locale, valendosi dejle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale-di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla  interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che  svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giomi il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale. o fino a nuova variazione." 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto  tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigènza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 

a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-matrimonio dei figli; 
-separazione o divorzio; 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
                                                                   e/o 

b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di: 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
separazione o divorzio; 
-assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi. 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431.~. 
(USI TRANSITORI PER STUDENTI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n.431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 

Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 
4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

6.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE  9 DICEMBRE 1998 n. 431 

Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999.  Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fattispecie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 

Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno  degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. 
Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta.." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza  contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 

7 ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -
Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Buccinasco di proprietà delle imprese di Assicurazione, degli Enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, non che degli Enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'Associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le Organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti  "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 

8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -
Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di  conciliazione. La commissione di conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 

a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di. conciliazione può essere attivato su richiesta di una. delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parli, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte,  la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 

b) La segreteria . 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 

La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. ~ 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate  al procedimento. 

c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 qiomi dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso del caso aggiornando la seduta per I'esarne di eventuali perizie o per le conclusioni.  
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parli in eguale misura. 

9. VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO -Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l' 'applicazione e l'impatto dell'accordo 

10 ALLEGATI- Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 

Allegato 1 -Planimetria della città di Buccinasco -Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee 
Allegato 2- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431  

L.C.S 

 
Buccinasco, 19 giugno 2000. 

Accordo firmato in data 17 settembre 2014.

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Accordo firmato in data 13 aprile 2015.

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Accordo firmato in data 24 giugno 2015.

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