Accordo locale per la città di Segrate 
ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431 e del D.M. 5 marzo 1999 
                                                               Premesso 
-che in data 5 marzo 1999 il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro delle finanze, ha emanato il decreto di cui all'art. 4, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431, contenente i criteri generali per la definizione dei canoni di locazione da determinare nell'ambito degli Accordi locali previsti dall'art. 2, comma 3, l. cit.; 
-che, ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, il Comune di Segrate ha convocato le Associazioni sindacali dei conduttori e della proprietà edilizia maggiormente rappresentative allo scopo di promuovere la definizione dell'Accordo locale da applicarsi nel territorio della città di Segrate; 
-che l' Accordo locale, secondo il disposto dell'art. 1 commi 1, 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999- individuate le zone urbane omogenee in cui suddividere il territorio del Comune di Segrate -deve stabilire, per ciascuna di dette zone urbane omogenee, fasce di oscillazione del canone di locazione all'interno delle quali le partì contrattuali private, assistite - a loro richiesta - dalle rispettive organizzazioni sindacali, tenendo conto degli elementi previsti al successivo comma 4 della norma citata, devono concordare il 
canone effettivo di locazione per l'unità immobiliare oggetto del contratto; 
che i valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione del canone di locazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, previsti dall' Accordo locale, devono altresì costituire, nell'ambito del territorio del Comune di Segrate, secondo il disposto degli artt. 2 e 3 del D.M. 5 marzo 1999, i limiti di riferimento per la determinazione dei canoni di locazione degli immobili ad uso abitativo per i contratti di natura transitoria, previsti dall'art. 5 della legge 9 dicembre 1998 n. 431 ; 
-che i canoni di locazione per gli immobili situati nel territorio del Comune di Segrate di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti persone fisiche o giuridiche - detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1 commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, devono essere definiti all'interno dei valori minimi e massimi delle fasce di oscillazione, riferiti a ciascuna zona urbana omogenea, in base ad appositi accordi integrativi locali fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative , dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale; 
-che secondo il disposto degli artt. 1, 2 e 3, ultimi commi, del D.M. 5 marzo 1999, i contratti di locazione realizzati in base all'Accordo locale, anche per la conformità del contratto ai fini dell'applicazione delle norme di agevolazione fiscale (ove prevista) di cui all'art. 2, comma 4, e all'art. 8, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, devono essere stipulati esclusivamente utilizzando i contratti tipo stabiliti dallo stesso Accordo locale; 
-che ai sensi dell'art. 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, per promuovere la realizzazione dell'Accordo locale, il Comune ha facoltà di deliberare aliquote dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale immobili  alle condizioni definite dall'Accordo locale stesso; 
-che è facoltà del Comune deliberare, anche per gli effetti dell'art. 11, comma 5, della legge 9 dicembre 1998 n. 431, risorse finanziarie aggiuntive, ricavate dal proprio bilancio, per I'erogazione dei contributi integrativi ai conduttori per il pagamento del canone di locazione, come previsto al comma 4 della norma citata. 
Tutto ciò premesso, l'anno 2000, il giorno 22 marzo, in Segrate, nella sede del Comune 
                                                                tra 
Le Associazioni sindacali territoriali dei conduttori: 
-S.U.N.I.A., con sede legale in Milano, Via Giambellino 115, rappresentata dal Sig. Mario Fedele e dal Sig. Mario Pasta; 
S.I.C.eT ., con sede legale in Milano, Via Tadino 18, rappresentata dal Sig. Carlo Bordogna; 
U.N.I.A. T ., con sede legale in Milano, Via M. Macchi 27, rappresentata da 
U.I., con sede legale in Milano, Via Lombardia 27, rappresentata da 
C.O.N.I.A., con sede legale in Milano, Via S.M. Segreta 7, rappresentata da 
                                                                e 
le Associazioni della proprietà edilizia: 
ASSOEDILIZIA, aderente a Confedilizia, con sede legale in Milano, Via Meravigli 3, 
rappresentata dal Presidente ACHILLE LINEO COLOMBO CLERICI; 
U.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Pancaldo 1, rappresentata dal geom. Maurizio Garlando; 
A.S.P.P.I., con sede legale in Milano, Via Archimede 22, rappresentata da 
A.P.P.C., con sede legale in Milano, V.le Papiniano 36, rappresentata da 
CONFAPPI, con sede legale in Milano, Via R. di Lauria 9, rappresentata dal Sig. Renato Girelli; 

                                                       alla presenza 
del Sindaco del Comune di Segrate_Dott. Bruno Colle 
e dall'Assessore ai servizi sociali Dott. Armando Gozzini 
e dell' Assessore al demanio Dott. Giuseppe Coari 
                                          si conviene e si stipula quanto segue 
1. PREMESSE- Le premesse sono parte integrante del presente Accordo. 
2. AMBITO DI APPLICAZIONE -l criteri e le modalità per la determinazione del canone di locazione e il contratto tipo stabiliti dal presente Accordo, per ciascuno dei regimi pattizi previsti dalla legge 9 dicembre 1998 n. 431, art. 2 comma 4 e art. 5 si applicano esclusivamente agli immobili locati ad uso abitativo situati nel territorio del Comune di Segrate. 
3. TERMINI DI VALIDITÀ DELL'ACCORDO LOCALE -Il presente Accordo è valido per la durata di tre anni a decorrere dalla data di stipula o comunque fino al rinnovo della Convenzione nazionale e del successivo decreto ministeriale, come stabilito all'art. 4, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431. 
Alla predetta scadenza e fino alla stipula di un nuovo Accordo o, in caso di mancata stipula, fino all'emanazione del decreto sostitutivo previsto dall'art. 4, comma 3, 1. cit., continuerà ad applicarsi il presente Accordo. 
Per il rinnovo dell'Accordo locale si applicano le procedure previste all'art. 2, l. cit. 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

4.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEI CANONI DI LOCAZIONE SITUATI NEL  TERRITORIO DEL COMUNE DI SEGRATE, IN CONFORMITÀ AI CRITERI PREVISTI ALL'ART.1 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Per la determinazione del canone nei contratti di locazione stipulati ai sensi dell'art. 2, comma 3, legge 9 dicembre 1998 n. 431, si applicano i criteri e le modalità seguenti: 
4.1.a) INDIVIDUAZIONE DELLE "ZONE URBANE OMOGENEE" 
Le "zone urbane omogenee", secondo il disposto dell'art. 1, comma 2, del D.M. 5 marzo 1999, sono delimitate tenuto conto dei valori di mercato, delle dotazioni infrastrutturali e dei tipi edilizi. 
Le zone urbane omogenee, in numero di cinque, sono individuate dalla delimitazione specificata nell'allegata cartografia planimetrica (allegato n. 1) sono: 
Zona 1 microzone 3- 8- 12 
Zona 2 microzona 1 
Zona 3 microzone 2 -14 
Zona 4 microzona 13 
Zona 5 microzone 4 -5 -6 -7 -9 -10 -11 

4.1.b) CRITERI PER LA DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" è definita la fascia di oscillazione con un valore limite minimo e un valore limite massimo del canone espresso in £/mq. annuo. 
Ciascuna fascia di oscillazione, con Il valore minimo e il valore massimo di riferimento per zona urbana omogenea, è suddivisa in tre sub-fasce, i cui valori minimi e massimi del canone sono compresi nei limiti di fascia. 
Le sub-fasce di oscillazione, per ciascuna zona urbana omogenea, sono delimitate con riferimento alla sotto specificata lista degli elementi oggettivi relativi all'immobile: 

Elementi di tipo A 
A1 bagno interno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
A2 impianti tecnologici essenziali e funzionanti: adduzione acqua potabile; impianto predisposto per l'installazione di uno scaldabagno che eroghi acqua calda in bagno;  impianto elettrico; impianto gas 

Elementi di tipo B 
B1 cucina abitabile con almeno una finestra 
B2 ascensore per unità abitative situate al 2. piano o piano superiore 
B3 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
B4 impianti tecnologici, di esalazione e scarico conformi alle norme igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti alla data di stipula del contratto . 
B5 riscaldamento centralizzato o autonomo 

Elementi di tipo C 
C1 doppio bagno di cui almeno uno completo di tutti gli elementi (tazza; lavabo; vasca da bagno o doccia) e con almeno una finestra o dispositivo di areazione meccanica 
C2 autorimessa o posto auto coperto (esclusivo o in comune) 
C3 giardino condominiale 
C4 stato di manutenzione e conservazione dell'unità immobiliare buono in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici propri dell'abitazione, infissi, pavimenti, pareti e soffitti 
C5 stato di manutenzione e conservazione dello stabile normale in tutti i suoi elementi costitutivi: impianti tecnologici comuni, facciate, coperture, scale e spazi comuni interni 
C6 porte blindate e doppi vetri 
C7 prossimità dell'abitazione all'insieme dei servizi: stazione metropolitana, rete tranviaria, esercizi commerciali e servizi sociali 

Ai fini dell'individuazione delle sub-fasce di oscillazione deve verificarsi, per ciascuna di essere la seguente composizione degli elementi oggettivi relativi all'immobile, come sopra specificati: 
sub-fascia 1 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se manca uno solo degli elementi di tipo A o comunque se di tipologia catastale A/5; b) se, pur dotati di riscaldamento, esso è realizzato con stufe nei singoli locali, comunque alimentate, fatta eccezione per gli immobili che hanno almeno quattro elementi del tipo B; c) se hanno meno di tre elementi di tipo B, pur avendo tutti gli elementi di tipo A. 
sub-fascia 2 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia: a) se hanno tutti gli elementi di tipo A e almeno tre elementi di tipo B; b) se hanno tutti gli elementi  minimi di tipo A e B, richiesti per la subfascia 2, e meno di tre elementi di tipo C. 
sub-fascia 3 -Gli immobili sono collocati in questa sub-fascia se hanno tutti gli elementi di tipo A, almeno tre elementi di tipo B e tre elementi di tipo C ed in ogni caso non possono essere collocati in questa sub-fascia gli immobili se di tipologia catastale A/3 (di classe 1, 2, 3), A/4 e A/6. 
Il riferimento alla tipologia catasta le s'intende fatte salve le situazioni reali certificate. 

Elementi di tipo D 
D1 presenza di elementi accessori: balconi o terrazzo 
D2 presenza di elementi funzionali: cantina o soffitta 
D3 appartamenti con vetustà inferiore a 30 anni, tranne che si tratti di immobili di pregio edilizio, ancorché non vincolati ai sensi di legge 
D4 assenza di fonti specifiche di inquinamento ambientale ed acustico 
D5 affaccio estremo di pregio 
D6 giardino privato o spazio aperto esclusivo - 
D7 posto auto scoperto 
D8 appartamenti fatti oggetto, negli ultimi 10 anni, d'intervento edilizio manutentivo per il quale è richiesta la dichiarazione in Comune di inizio attività (D.I.A.) 
D9 terrazza di superficie superiore a 20 mq. 

La presenza di almeno cinque degli elementi di tipo D, sopra specificati, comporta la possibilità di applicare all'unità immobiliare il valore massimo del canone della sub-fascia di appartenenza. 

4.1.c) DEFINIZIONE DEI "VALORI DI RIFERIMENTO" MINIMO E MASSIMO DEI CANONI DI LOCAZIONE 
Nell'ambito di ogni "zona urbana omogenea" sono definiti per ciascuna fascia di oscillazione e per le relative sub-fasce i seguenti valori minimi e massimi dei canoni di locazione, espressi in £./mq. annuo: 
                                                         FASCIA DI OSCILLAZIONE 
Zone urbane    1° Sub fascia     2° Sub fascia       3° Sub fascia           Minimi/Massimi 
1                      83.000- 93.000  94.000 -120.000  121.000 -145.000     83.000 -145.000 
2                      78.000- 88.000  89.000 -101.000  102.000 -125.000     78.000- 125.000 
3                      70.000- 80.000  81.000- 93.009     94.000 - 105.000     70.000 -105.000 
4                      65.000- 75.000  76.000- 87.000     88.000 -100.000       65.000 -100.000 
5                      50.000- 57.000  58.000 -65.000     66.000 -75.000         50.000 -75.000 

4.1.d) DETERMINAZIONE DEL "VALORE EFFETTIVO" DEL CANONE DI LOCAZIONE 
Individuata la fascia di oscillazione relativa alla zona urbana omogenea in cui è ubicato l'immobile e stabilita la sub-fascia in relazione agli elementi oggettivi che caratterizzano lo stesso immobile, le parti contrattuali determineranno l'importo del canone effettivo secondo quanto disposto al comma 4 dell'art. 1 del D.M. 5 marzo 1999. 

Alloggio ammobiliato -Quando l'alloggio sia completamente arredato, con mobilio efficiente ed elettrodomestici funzionanti, i valori delle sub-fasce potranno aumentare fino ad un massimo: 
a) del 15% se la superficie dell'alloggio è pari od inferiore a mq. 55; 
b) del 10% negli altri casi. 

Superficie alloggio -La superficie cui applicare il canone di locazione unitario come sopra definito è quella prevista dal DPR 138/98. Qualora la superficie dell'abitazione -intesa come somma delle superfici dei vani principali e dei vani accessori a servizio diretto di quelli principali quali bagni, ripostigli, ingressi. corridoi e simili -sia inferiore a 55 mq., si potrà applicare a detta superficie una maggiorazione del 10%, fino al limite di 55 mq. 

Aggiornamento del canone di locazione -Il canone di locazione potrà essere aggiornato annualmente nella misura massima del 75% della variazione annuale dell'indice dei prezzi al consumo accertata dall'ISTAT per le famiglie degli operai e degli impiegati verificatasi nell'anno contrattuale precedente quello di decorrenza dell'aggiornamento. 

4.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 2, COMMA 3, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 2), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato A, del D.M. 5 marzo 1999. 
Allo scopo di prevenire l'insorgenza di contenziosi, od eventualmente favorirne il superamento, circa la corretta interpretazione e applicazione del presente Accordo, le Organizzazioni di categoria, firmatarie dell' Accordo stesso, s'impegnano a promuovere presso i propri associati e a sviluppare, se richiesto dalle parti contraenti, la fase di contrattazione preventiva per la stipula dei contratti di locazione. 
Ognuna delle parti potrà attivare una procedura di accertamento contrattuale della conformità del canone alI' Accordo locale, valendosi delle rispettive Associazioni, anche nel corso della locazione. 
Per consentire detta procedura di accertamento è specificamente prevista nel contratto tipo locale, di cui all'allegato n. 2 del presente Accordo, la seguente clausola: 
"Ciascuna parte potrà adire per ogni controversia che dovesse sorgere in merito alla interpretazione ed esecuzione del presente contratto, nonché in ordine all'esatta applicazione dell'Accordo locale, anche a riguardo del canone di locazione, una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale formata, quanto a due componenti- scelti fra appartenenti alle rispettive organizzazioni firmatarie dell'Accordo, sulla base delle  designazioni rispettivamente del locatore e del conduttore, -e, quanto a un terzo, che svolgerà eventualmente funzioni di presidente, sulla base della scelta operata dai due componenti come sopra designati ove gli stessi, di comune accordo, ritengano di nominarlo. In caso di variazioni in più o in meno dell'imposizione fiscale rispetto a quella in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata potrà adire una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, composta nei modi sopra indicati, la quale determinerà nel termine perentorio di novanta giorni il nuovo canone, a valere fino alla cessazione del rapporto contrattuale, ivi compreso l'eventuale periodo di proroga biennale, o fino a nuova variazione. " 

5. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL ' ART .5, COMMA 1, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 
(USI TRANSITORI) -Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

5.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I 
CRITERI DELL'ART. 2 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 1, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

5.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 1, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "Contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 3), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato B, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 2, comma 1 del D.M. 5 marzo 1999. 
Ai fini della qualificazione dell'esigenza del locatore e/o del conduttore che giustifica la transitorietà del contratto, come previsto dalla clausola n. 1 e dalla clausola n. 3 del contratto tipo locale (allegato 3) sono individuate le condizioni seguenti: 
a) quando il locatore abbia l'esigenza di adibire l'immobile ad abitazione propria dei figli, dei genitori o di parenti fino al 2° grado per motivi di: 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-matrimonio dei figli; 
-separazione o divorzio; 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 
                                                                  e/o 
b) quando il conduttore abbia l'esigenza di abitare l'immobile per motivi di: 
-trasferimento temporaneo della sede di lavoro; 
-separazione o divorzio; 
-assegnazione di alloggio di edilizia residenziale pubblica o acquisto di abitazione in cooperativa o presso privati entro 18 mesi 
-vicinanza momentanea a congiunti con necessità di assistenza. 

6. CONTRATTI DI LOCAZIONE AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 9 DICEMBRE 1998 n. 431 (USI TRANSITORI PER STUDENTI) -
Le parti private potranno stipulare contratti di locazione ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 applicando le modalità per la determinazione del canone e il contratto tipo come di seguito definiti. 

6.1 MODALITÀ PER LA DETERMINAZIONE DEL CANONE DI LOCAZIONE, SECONDO I CRITERI DELL'ART. 3 DEL D.M. 5 MARZO 1999 
Il canone di locazione nei contratti stipulati ai sensi dell'art. 5, comma 2, legge 9 dicembre 1998 n. 431 è determinato dalle parti private applicando i criteri e le modalità previste ai precedenti punti 4.1.a), 4.1.b), 4.1.c) e 4.1.d) del presente Accordo. 

6.2 CONTRATTO TIPO PER LE LOCAZIONI AI SENSI DELL'ART. 5, COMMA 2, LEGGE 
9 DICEMBRE 1998 n. 431 
Per le locazioni da stipulare in applicazione dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre n.431 le parti private potranno valersi esclusivamente del "contratto tipo locale" convenuto nel presente Accordo (allegato n. 4), in conformità al modello di contratto di cui all'allegato C, del D.M. 5 marzo 1999. 
Per la durata del contratto di locazione vale quanto previsto all'art. 3, comma 2 del D.M. 5 marzo 1999. 
Tale fatti specie contrattuale è utilizzabile esclusivamente qualora l'inquilino sia iscritto ad un corso di laurea in comune diverso da quello di residenza e comunque fuori provincia. 
Nel "contratto tipo locale" (allegato 4) dovranno essere previste, le seguenti clausole: 
"In caso di recesso da parte di uno o più conduttori firmatari, in presenza di almeno uno degli iniziali conduttori, è ammesso il subentro di altra persona nel rapporto di locazione. Il subentro dovrà essere comunicato per iscritto dal/i conduttore/i iniziali e dal conduttore subentrante, al locatore, che dovrà darne approvazione scritta." 
"Indipendentemente dai gravi motivi, è concesso al conduttore/i di recedere dal contratto, dandone preavviso al locatore di due mesi, quando si verifichi prima della scadenza contrattuale l'interruzione degli studi. " 
"In caso di cessazione dell'iscrizione universitaria il contratto di locazione si risolverà, - 
previa comunicazione scritta del locatore, a mezzo di lettera raccomandata, con preavviso di almeno tre mesi. " 

7. ACCORDI INTEGRATIVI E PER COMPARTI IMMOBILIARI -Per la stipula dei contratti di locazione degli immobili situati nel territorio del Comune di Segrate di proprietà delle imprese di assicurazione, degli enti privatizzati e di soggetti -persone fisiche o giuridiche -detentori di grandi patrimoni immobiliari, nonché degli enti previdenziali pubblici, secondo il disposto dell'art. 1, commi 5 e 6, del D.M. 5 marzo 1999, fra le stesse proprietà, assistite - a loro richiesta - dall'associazione di rappresentanza prescelta fra quelle firmatarie dell'Accordo locale, e le organizzazioni sindacali dei conduttori, rappresentative dell'inquilinato, in ogni caso firmatarie dell'Accordo locale, devono essere definiti "accordi integrativi e di comparto". 
Gli accordi integrativi e di comparto stabiliranno i canoni di locazione nei limiti previsti dal presente Accordo locale. 

8. COMMISSIONE DI CONCILIAZIONE STRAGIUDIZIALE -
Su iniziativa delle parti contraenti, tramite le rispettive Organizzazioni di categoria, si procederà alla costituzione di un'apposita commissione di conciliazione. La commissione di conciliazione opererà con le modalità di seguito indicate. 
a) La domanda di conciliazione 
Il procedimento di conciliazione può essere attivato su richiesta di una delle parti, anche attraverso la propria Associazione. 
L 'istanza, su apposito modulo, deve contenere le generalità delle parti, l'oggetto della controversia, una sommaria descrizione delle ragioni addotte, le domande della parte e la copia del contratto di locazione in corso ed ogni altro eventuale documento ritenuto utile, nonché l'indicazione dell'Associazione di cui intende avvalersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione e la quale, per lo scopo, dovrà nominare un proprio rappresentante come componente la Commissione di Conciliazione. 
L 'istanza viene depositata presso la segreteria della Commissione. 
b) La segreteria 
Presso le Associazioni interessate è istituita una segreteria per il coordinamento dello svolgimento del procedimento. 
La segreteria si occupa della comunicazione alle parti, e alle Associazioni designate per la nomina dei conciliatori, della convocazione della Commissione di Conciliazione. 
La segreteria provvede a rimettere copia dei verbali di conciliazione alle parti interessate al procedimento 
c) Procedura di conciliazione 
A seguito dell'istanza di conciliazione presentata dalla parte, la segreteria notifica all'altra l'inizio della procedura. Quest'ultima deve far conoscere entro 20 giorni dal ricevimento della comunicazione la propria disponibilità ad accettare il tentativo di conciliazione e l'Associazione di cui intende valersi per l'assistenza nel tentativo di conciliazione. 
La prima riunione della Commissione di Conciliazione è convocata dalla segreteria entro i 20 giorni successivi. 
La Commissione si riunisce il giorno stabilito alla presenza delle parti, esamina il contenzioso, del caso aggiornando la seduta per l'esame di eventuali perizie o per le conclusioni. 
Se il tentativo di conciliazione riesce, viene redatto un verbale di conciliazione sottoscritto dalle parti. Del verbale è fornita copia alle parti a cura della segreteria della Commissione. 
Gli eventuali oneri fiscali per la registrazione, ove prevista dalla legge, del verbale di conciliazione sono a carico di ciascuna delle parti in eguale misura. 

9. VERIFICA DELL'APPLICAZIONE DELL'ACCORDO -Le parti firmatarie del presente Accordo si riuniranno fra 12 mesi per verificare congiuntamente l'applicazione e l'impatto dell'accordo 

10. ALLEGATI- 
Sono parte integrante del presente Accordo i seguenti allegati: 
Allegato 1 -Planimetria della città di Segrate -Suddivisione del territorio in zone urbane omogenee 
Allegato 2 -Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 3 -Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 
Allegato 4- Contratto tipo locale, ai sensi dell'art. 5, comma 2, della legge 9 dicembre 1998 n. 431 

                                         L.C.S. 
p. le Associazioni della proprietà edilizia ASSOEDILIZIA 
Aderente alla CONFEDILIZIA 
ACHILLE L/NEO COLOMBO CLERICI - 
UPPI 
Maurizio Garlando 
CONFAPPI 
Renato Girelli 

p. le Associazioni sindacali dei conduttori 
SUNIA 
Mario Fedele 
Mario Pasta . 
SICET 
Carlo Bordogna 

p. il Comune di Segrate 
il Sindaco 
dott. Bruno Colle 

Segrate, 22 marzo 2000. 


COMUNE DI SEGRATE  PROVINCIA DI MILANO 
UFFICIO STAMPA E PUBBLICHE RELAZIONI 
COMUNICATO STAMPA 
 
ZONE URBANE OMOGENEE 
ZONA 1 – Microzone 3 Villaggio Ambrosiano -8 Milano Due - 12 San Felice 
ZONA 2 - Microzone 1 Segrate Centro 
ZONA 3 - Microzone 2 Rovagnasco -14 Lavanderie/Redecesio 
ZONA4 - Microzone 13 Novegro 
ZONA 5 - Microzone 4,5,7,8,9,10,11 Produttivo e Rurale 

Segrate. 22 marzo 2000